Hermann Broch è uno dei maggiori teorici del romanzo contemporaneo, che ha contribuito a far uscire dalle secche di una letteratura intesa come illustrazione di costumi aggiogati al tempo. Ciascuno dei tre romanzi che compongono l’affresco de I sonnambuli fissa nel titolo, insieme a una data, anche uno stato d’animo, un modo d’essere e di interpretare cui la vicenda narrata coincide tanto simmetricamente che allegoricamente (1888 Pasenow o il romanticismo; 1903 Esch o l’anarchia; 1918 Huguenau o il realismo). Di conseguenza, il registro non può modularsi se non sperimentalmente e, in qualche misura, esaurirsi nella realizzazione dei suoi intenti.
Cinquant’anni di storia tedesca vengono attraversati all’insegna della disgregazione dei valori che precede l’avvento del nazismo: se l’Ottocento si chiude con la perpetuazione di virtù obsolescenti (Pasenow), il ventesimo secolo s’affida a nuovi parametri, crede nella ragione illuminata e illuminante (Esch), ma la protervia del calcolo, dell’utile e della speculazione che ne sono il rovescio (Huguenau) non può tollerare la fiducia quasi metafisica nelle sorti umane.
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Hermann Broch è uno dei maggiori teorici del romanzo contemporaneo, che ha contribuito a far uscire dalle secche di una letteratura intesa come illustrazione di costumi aggiogati al tempo. Ciascuno dei tre romanzi che compongono l’affresco de I sonnambuli fissa nel titolo, insieme a una data, anche uno stato d’animo, un modo d’essere e di interpretare cui la vicenda narrata coincide tanto simmetricamente che allegoricamente (1888 Pasenow o il romanticismo; 1903 Esch o l’anarchia; 1918 Huguenau o il realismo). Di conseguenza, il registro non può modularsi se non sperimentalmente e, in qualche misura, esaurirsi nella realizzazione dei suoi intenti.
Cinquant’anni di storia tedesca vengono attraversati all’insegna della disgregazione dei valori che precede l’avvento del nazismo: se l’Ottocento si chiude con la perpetuazione di virtù obsolescenti (Pasenow), il ventesimo secolo s’affida a nuovi parametri, crede nella ragione illuminata e illuminante (Esch), ma la protervia del calcolo, dell’utile e della speculazione che ne sono il rovescio (Huguenau) non può tollerare la fiducia quasi metafisica nelle sorti umane.